M di per sé è una semplice consonante, nulla di più. A meno che, parlando di BMW, non venga pronunciata davanti a un appassionato dell’elica. Per lui in quel momento assume un altro significato, ben più vasto e assai più evocativo. Smette di essere una semplice consonante e rievoca tanti ricordi a chi ha avuto l’occasione di vederla crescere in 40 anni di storia.
Già, perché la nascita è datata 1972, quando la Motorsport GmbH era una piccola divisione che contava appena 8 dipendenti tra cui il fondatore Jochen Neerpasch, ex pilota BMW. La divisione fu voluta dalla stessa Casa bavarese visto il successo dei propri modelli nelle competizioni. Così il primo progetto fu quello di realizzare la 3.0 CSL, un’auto che fece valere il proprio DNA vincente sin dalle prime uscite.
A 16 anni dalla fondazione l’azienda contava già 400 impiegati, incremento spinto dal successo che ebbe la M1, prima auto ad essere venduta al grande pubblico nel 1978. La Motorsport era inarrestabilmente lanciata verso il successo, dando vita al motore che spingerà, nel 1993 , la strabiliante McLaren F1. Un 6,1 litri V12 capace di 627 cv e di lanciare la sportiva britannica alla incredibile velocità di 391 km/h. La vettura venne poi impiegata in gara, aggiudicandosi due anni più tardi la 24h di Le Mans.
La gloriosa storia del brand viene ripercorsa molto bene dal video qui sotto, cui consiglio la visione a chi ha dimestichezza con l’inglese: purtroppo non sono riuscito a trovare un omologo in italiano.
[via bmwblog]





